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KM DA GERUSALEMME HA APERTO UNO SCENARIO DI PORTATA ENORME:
UN PONTE FRA L’ISLAM E L’OCCIDENTE
7 km da
Gerusalemme, il film di Claudio Malaponti, tratto dal
best seller di Pino Farinotti, con Luca Ward, Alessandro
Haber e Alessandro Etrusco fra gli interpreti, sta assumendo
significati davvero importanti. Il film è stato
girato in gran parte in Siria, nelle zone di Palmira,
Maaloula, Damasco e Aleppo ed uscirà nelle sale
italiane a Pasqua 2007 – www.mediafilm.it
I siriani hanno accolto "7 km" supportandolo
produttivamente, ma soprattutto trasformandolo in una
sorta di ponte verso l'occidente. La storia di un italiano
che incontra (forse) Gesù è stata intesa
come occasione spirituale e culturale, e anche politica,
per mostrare disponibilità in un momento in cui
la Siria viene considerato dagli occidentali un paese
"sospetto". La commissione che ha esaminato
la sceneggiatura ha avallato il progetto all'unanimità.
Il personaggio chiave è stato Ahamed al Din Hassun,
il gran Muftì, massima autorità religiosa
della Siria, secondo il quale Gesù, profeta e uomo
riconosciuto e onorato assunse, e assume in questa rappresentazione,
la funzione di unire i popoli.
Un altro avallo decisivo lo si deve a Asmaa, moglie del
presidente Bashar al Assad. La first lady ha rilevato
l'occasione di una storia dai contenuti così profondi,
come apertura verso altre culture e religioni.
Gli italiani hanno potuto girare in zone fino allora off
limits, come l'aeroporto. Comparse musulmane hanno indossato
abiti israeliani, in un caso, da rabbino.
24 mezzi della produzione hanno girato per la Siria recando
una grande locandina col titolo rappresentato anche in
caratteri arabi e dove le bandiere italiana e siriana
si integrano l'una nell'altra. Il 15 luglio del 2005 si
è tenuta a Damasco la conferenza stampa. Il giorno
dopo i maggiori quotidiani siriani ne riportavano in prima
pagina immagini e contenuti. Due emittenti siriane, una
libanese e quella degli emirati arabi ne hanno trasmesso
lunghi stralci. Tutto questo nel quadro del corso progressista
impresso dal presidente Assad, che ha vissuto e studiato
in Inghilterra, succeduto nel 2000 al padre Hafez.
Nel quadro
dei rapporti che i produttori Graziano
Prota e Angelo Sconda hanno
innescato, un ruolo molto importante è rappresentato
dall'ingegner Nabil Toumeh, personaggio per molti versi
straordinario. E' il proprietario del gruppo Toumeh International
(una delle più importanti società del medio
oriente www.toumehintl.com) di cui fa parte la Orient,
che ha fatto da service a "7 km", ha interessi
nella televisione, è editore cartaceo al massimo
livello: libri, magazine. E' laureato in ingegneria e
filosofia, ha vissuto e studiato in Germania. E' un autentico
umanista. Si definisce uomo di pace, così come
"gente di pace" afferma "sono i siriani".
Nabil ha assunto quel ruolo con passione. La sua personalità
è un efficace scudo, una protezione sicura per
un progetto che comunque va considerato "delicato".
E' doveroso citare Miriana Tomasic Scarinci, donna del
mondo, che ha un filo diretto con la "corte",
e che ha costruito e gestito i rapporti fra gli italiani
e i siriani.
Quella di 7 km da Gerusalemme è davvero una circostanza
unica, che dimostra come talvolta i percorsi per giungere
alla pace passino anche attraverso strade imprevedibili,
nate solo dalla volontà di chi esprime la propria
visione al di fuori dalla politica. È la dimostrazione
che il cinema italiano ha potenzialità che esso
stesso ignora, lontano dai particolarismi spesso invadenti.
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